La fame può essere eliminata nell’arco delle nostre vite.
Ma abbiamo bisogno anche del tuo aiuto.

Le persone che soffrono la fame non compaiono spesso sulle prime pagine dei giornali. Eppure, a livello mondiale, il rischio maggiore per la salute degli individui è rappresentato dalla fame e dalla malnutrizione, più che dall’azione combinata di AIDS, malaria e turbercolosi. Oggi, 805 milioni di persone, nel mondo, soffrono la fame. Circa una persona su nove non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva. 

La buona notizia è che la fame si può sconfiggere. Al mondo, c’è abbastanza cibo per sfamare tutti gli individui e non serve nessuna epocale scoperta scientifica. Bastano le conoscenze, gli strumenti e i sistemi attualmente esistenti, insieme alla volontà politica, per risolvere il problema della fame nel mondo.

Sono stati fatti notevoli progressi nella riduzione della fame cronica, tra il 1980 e il 1990. Questi progressi hanno cominciato però a rallentare nel decennio 2000 -2010. C’è bisogno del lavoro collettivo di tutti, privati cittadini, aziende e governi, se si vuole davvero sconfiggere la fame.

Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 75 paesi.

Ti presentiamo alcuni dei campioni silenziosi
che combattono la fame ogni giorno.

Chheuy & Lida
8 & 9 anni
Cambogia

Chheuy & Lida

Amiche dalle elementari, Chheuy e Lida sono entrambe determinate ad essere le prime, nelle rispettive famiglie, a frequentare le medie. Anche se arrivano ogni giorno a scuola a stomaco vuoto.

Cambogia

Non è facile per i bambini poveri cambogiani ricevere un’istruzione di base. Due bambini su cinque, nel paese, lavorano per sostenere la propria famiglia. Si tratta di uno dei tassi più alti di lavoro minorile nel sud-est asiatico.

Alimentazione Scolastica

Ogni mattina, Chheuy, Lida e i loro compagni ricevono una nutriente colazione calda dal Programma Alimentare Mondiale che li aiuta a mantenersi sani e concentrati in classe.

i pasti scolastici sono uno degli strumenti più potenti per rompere il ciclo di povertà e fame: la prospettiva di almeno un pasto ogni giorno incoraggia i genitori a mandare i propri figli a scuola.

Siatta
30 anni
Liberia

Siatta

Siatta ha perso sette familiari, a causa del virus Ebola, in sole nove settimane. Siatta ha 30 anni e sua sorella Famatta, di 32, sono le uniche adulte sopravvissute in famiglia. Insieme, devono prendersi cura dei loro fratelli, delle sorelle e dei nipoti, in tutto sei bambini, tra i 4 e i 16 anni.

Liberia

La Liberia è uno dei trei paesi maggiormente colpiti dal virus Ebola. La diffusione del virus ha influito negativamente sull’agricoltura e sui mercati, motivo per cui è necessaria l’assistenza alimentare. Il WFP lavora per evitare che la crisi sanitaria diventi anche una crisi alimentare e nutrizionale.

Personalità dell’anno

Gli operatori umanitari che combattono Ebola sono stati nominati Personalità dell’Anno dalla rivista Time. Elizabeth Neufville è una di loro e nonostante i sacrifici, Elizabeth è in prima linea nella risposta del WFP ad Ebola: “Non posso toccare i miei figli a causa del lavoro che faccio”. Però Elizabeth è anche “orgogliosa di fare parte del WFP perché è un’organizzazione che riesce ad assistere chi ha bisogno con ciò che è più importante: il cibo!”

Mariko
80 anni
Repubblica Democratica del Congo

Mariko

Il volto riflette la saggezza di Mariko. Ma i suoi occhi esprimono una grande fatica, mentale e fisica. Mariko ha 80 anni ed è arrivato nel campo rifugiati di Mugunga dopo aver abbandonato il proprio villaggio a causa delle violenze.

Repubblica Democratica del Congo (RDC)

Cucinare il cibo è un’occupazione comune in molte parti del mondo. Non, però, nel campo di Mugunda.

Addentrarsi nella boscaglia per raccogliere la legna per cucinare può essere pericoloso: le donne rischiano di essere violentate, picchiate, ferite, vittime di abusi da parte delle milizie armate presenti nell’area.

Cibo e sicurezza

Per evitare ai rifugiati i pericoli insiti nell’addentrarsi nella boscaglia, il Programma Alimentare Mondiale ha realizzato un progetto che prevede la manifattura di mattoncini di combustibile come sostituti della legna. Gli uomini e le donne che vi lavorano ricevono cibo del WFP in cambio del loro lavoro.

I mattonicini di combustibile sono poi distribuiti gratis nel campo. Grazie a questo progetto, la moglie di Mariko e i suoi bambini non devono più cercare legna nella boscaglia, con tutti i rischi che ciò comportava.

Yaae
28 anni
Sud Sudan

Yaae

Quando sono scoppiati i primi combattimenti vicino alla sua casa, Yaae si è rifiutata di fuggire insieme agli altri abitanti del villaggio. Lei e i suoi quattro bambini sono riuscit a sopravvivere.

Ma quando una seconda ondata di violenza ha colpito il villaggio, Yaae, che ha 28 anni, dice di aver visto la morte negli occhi. Non ha esitato, a quel punto, a fuggire con i suoi bambini su un’isola nel fiume Nilo Bianco.

Sud Sudan

E’ da più di un anno che è scoppiato il conflitto in Sud Sudan. Un anno di combattimenti ha costretto quasi 2 milioni di persone a fuggire dalle proprie case e ha seriamente compromesso la sicurezza alimentare nel paese, lasciandolo sull’orlo di una catastrofe alimentare.

“Il WFP ci sta dando cibo, ma per quanto tempo potrà continuare a sfamarci?” chiede Yaae. “Vogliamo la pace così da poter tornare alle nostre case, coltivare il cibo e dare la possibilità ai bambini di bere del latte”.

Lanci di cibo

Nel Sud Sudan, il WFP deve fare fronte a enormi ostacoli per portare cibo vitale alle persone che ne hanno bisogno. Nella stagione delle piogge, gran parte delle strade sono impraticabili a causa del fango. Il WFP deve, quindi, ricorrere ai trasporti aerei e ai lanci di cibo per raggiungere le persone nelle zone più isolate.

Antoine
75 anni
Repubblica Centrafricana

Antoine

Antoine ha 75 anni ed è un cantante tradizionale del villaggio di Berberati. Si guadagna da vivere cantando nei villaggi e nelle città. Alla richiesta di un autografo, Antoine rispose “oh, oh, oh, il mio autografo è una canzone. Tutto quello che voglio è la pace, così potrò tornare a casa a cantare”.

Repubblica Centrafricana

Le violenze sono scoppiate qualche mese fa, mentre Antoine si trovava a Bangui, la capitale, per registrare alcune canzoni. L’uomo rimase bloccato nella città mentre la sua famiglia si disperdeva in varie parti del paese, devastato dalle violenze. Ad oggi, Antoine ancora non ha notizie di uno dei suoi otto figli.

La crisi nella Repubblica Centraficana è una delle cinque più gravi emergenze umanitarie nel mondo, insieme a quelle in Iraq, in Sud Sudan, in Siria e nei paesi colpiti dal virus Ebola. Quattro di queste cinque emergenze sono causate dall’uomo.

Assistenza vitale

I saccheggi e l’insicurezza diffusi hanno messo in pericolo le attività agricole, della pastorizia e della pesca.

Le riserve di cibo nelle zone rurali sono ora di circa il 40-50 per cento inferiori alla media. Un terzo della popolazione del paese soffre di insicurezza alimentare.

Antoine vive da solo nel campo di Bangui. Come altre migliaia di sfollati a causa del conflitto, Antoine fa affidamento sul cibo del WFP per sopravvivere. “Il cibo del WFP ha un valore inestimabile per me”, dice Antoine.

Carmen
52 anni
Bolivia

Carmen

Carmen ha 52 anni. E’ la ‘Capitana’, a capo della comunità degli indigeni Guaraní, a Palmar Chico. In quanto autorità locale, Carmen è impegnata ad assicurare il benessere della comunità attraverso la cura della terra, delle attività lavorative, della salute e della produzione agricola.

Bolivia

Nonostante il progresso economico nel paese, Carmen pensa che ci siano ancora problemi enormi per troppe persone. Le comunità indigene devono combattere per la terra, per l’acqua e per il lavoro e spesso i loro diritti non vengono riconosciuti. Le comunità rurali sono danneggiate dagli effetti negativi del cambiamento climatico, come le siccità e le alluvioni.

Cibo in cambio di beni strumentali

Carmen ha aderito al programma del WFP “Cibo in cambio di beni strumentali”. I partecipanti ricevono cibo in cambio di attività a favore dell’intera comunità come, per esempio, la costruzione di pozzi per l’acqua.

La comunità di Carmen coltiva degli orti e, siccome non devono più preoccuparsi del cibo, possono dedicare tempo ed energia a costruire sistemi di irrigazione per aumentare la loro produzione agricola.

Sawsan
13 anni
Siria

Sawsan

Sawsan ha 13 anni e la sua famiglia viene dalla Siria. Lo scorso anno, la guerra li ha costretti a fuggire in cerca di salvezza nel campo rifugiati più grande della Giordania, Zaatari.

Il padre di Sawsan ha sempre giocato a pallone. Quando era in Siria, Sawsan, di solito, accompagnava il padre alle partite. Lo guardava con ammirazione. Anche Sawsan è tra le migliori giocatrici della sua squadra e gioca in attacco. Suo padre allena la squadra tre volte a settimana. I bambini lo adorano. Sawsan è molto orgogliosa di suo padre. 

Il campo di Zaatari

Il campo di Zaatari ospita quasi 85.000 rifugiati, di cui oltre la metà sono bambini. Mentre continuano a sperare di tornare nella loro amata Siria, Sawsan e i suoi amici giocano a pallone e si allenano duramente la settimana.

Cibo digitale

Il WFP fornisce assistenza alimentare mensile a circa 1,8 milioni di rifugiati siriani attraverso i voucher alimentari elettronici, chiamati anche carte elettroniche. Sono delle carte prepagate che permettono ai rifugiati di comprare il cibo che preferiscono, stimolando allo stesso tempo le economie locali.

A dicembre 2014, il WFP ha dovuto temporaneamente sospendere per mancanza di fondi, l’assistenza alimentare a circa 1,7 milioni di rifugiati siriani. Il WFP riceve solo contributi volontari per le proprie operazioni e, nonostante il forte sostegno dei donatori registratosi finora, i bisogni superano, sempre di più, i finanziamenti che si ricevono.

Rahma
14 anni
Iraq

Rahma

Rahma ha 14 anni. E’ arrivata al campo di Harsham, ad Erbil, dopo essere fuggita dalle violenze scoppiate a Mosul, sua città natale, sotto assedio dei ribelli.

Rahma spera di non doversi più spostare. Da quando hanno lasciato Mosul, la ragazza e la sua famiglia si sono trasferiti in tre diversi campi profughi nella regione del Kurdistan, nel nord Iraq.

Il campo di Harsham

Il campo di Harsham è uno dei molti campi che ospitano gli sfollati iracheni in fuga dalle violenze.

Bambini di tutte le età trascorrono il tempo giocando a pallone, lo sport nazionale iracheno. Non vanno però a scuola, ricominciata in Iraq ad ottobre. Molti di loro sperano di potersi iscrivere alla scuola del campo non appena sarà aperta.

Rispondendo ai bisogni

Il Programma Alimentare Mondiale prevede di fornire cibo a 1,8 milioni di sfollati iracheni entro marzo 2015. I programmi del WFP si adattano ai bisogni degli sfollati, sia che si tratti di persone in fuga sia che vivano nei campi profughi.

Razioni di cibo per famiglie di cinque persone sono distribuite ogni mese nei campi come quello di Harsham, mentre cibo in scatola viene fornito a chi non ha la possibilità di cucinare.

Antoine, Rahma e Yaae sono alcune tra gli 80 milioni di persone che il WFP assiste ogni anno. Ma, nel mondo, sono 805 milioni le persone che non hanno cibo a sufficienza. Il WFP ha bisogno anche del tuo sostegno per combattere la fame. Un mondo a Fame Zero è possibile: si produce abbastanza cibo sul pianeta per sfamare tutti i suoi abitanti. Ma non possiamo costruire un mondo a Fame Zero da soli. Abbiamo bisogno del tuo sostegno per fare in modo che le storie di questi campioni silenziosi non siano dimenticate.